TATUAGGI: SI O NO? ECCO IL PARERE DEGLI ESPERTI.

12-09-2019

Ormai è da un pò di anni che la moda di farsi tatuare braccia, gambe e collo è in continuo aumento: si comincia da ancora minorenni a persone più adulte, senza contare che farsi tatuare non costa pochissimo. Secondo recenti studi effettuati analizzando l'inchiostro utilizzato per tatuare, sembrerebbe accertata l'ipotesi che possano causare gravi rischi per la salute, dato che in questi inchiostri è stata riconosciuta la presenza di sostanze tossiche e potenzialmente cancerogene. Gli inchiostri utilizzati negli studi specializzati infatti, conterebbero numerosi idrocarburi, metalli e ftalati, ritenuti cancerogeni e molto pericolosi per il sistema endocrino. Inoltre, gli inchiostri impiegati contengono numerosi metalli come piombo, cromo, cadmio, nichel e titanio in grado di provocare allergie o provocare patologie nei soggetti predisposti. Le allergie più comuni sono il granuloma con gonfiore nelle zone trattate (le cellule riconoscono l’inchiostro come un corpo estraneo e danno una risposta immunitaria) e reazioni eczematose, ossia la presenza di un'eruzione cutanea sul tatuaggio.
Karin Lehner, dell’Università di Regensburg in Germania ha condotto uno studio e spiega: "Con un metodo di laboratorio molto sensibile – la gascromatografia – che può scovare i composti chimici anche quando sono presenti solo in tracce, abbiamo analizzato 14 pigmenti di colore nero normalmente disponibili in commercio. Si tratta di composti prevalentemente da derivati del carbone e del nerofumo, alcuni dei quali identificati da nomi pittoreschi come Black Magico Diabolo Genesis". Paolo Broganelli, specialista in Dermatologia e Venereologia dell’ospedale universitario San Lazzaro di Torino, allo stesso tempo rassicura gli amanti dei tatuaggi: "Gli autori hanno valutato il rischio di malattie della pelle indotte dall'inchiostro nero, poiché è considerato quello a più alta concentrazione di sostanze nocive, e hanno riscontrato una frequenza di reazioni di poco superiore al 7%. Ma si tratta di reazioni allergiche, aumentata sensibilità alla luce, proliferazioni cellulari locali e benigne. Niente a che vedere col cancro, tuttavia se è vero che il pericolo non si può escludere, non esistono a tutt’oggi le prove che i tumori della pelle insorgano più spesso su aree o in persone tatuate. La pratica clinica di tutti i giorni e i dati della letteratura tranquillizzano dunque sul potenziale rischio oncologico, che a mio parere è appunto trascurabile. D’altra parte, se questo rischio esistesse realmente, le sue conseguenze non passerebbero inosservate per frequenza, considerando che, soltanto negli Stati Uniti, si stima che più di 80 milioni di persone hanno almeno un tatuaggio. Rimane comunque utile verificare ciò che si inietta, anche perché è destinato a restare nel derma per tutta la vita".
Michi Shinohara, docente di dermatologia all’University of Washington di Seattle afferma: "La composizione dei tatuaggi è cambiata, gli inchiostri moderni contengono coloranti azoici, gli stessi usati nell'industria tessile, della stampa e nelle vernici delle automobili e pigmenti derivati della plastica. Questi composti si trovano nei colori rossi brillanti, corallo e gialli. Questi inchiostri interagiscono con la pelle e provocano complicanze anche sconosciute, incluse infezioni microbatteriche atipiche. Le reazioni della pelle possono anche essere confuse con il carcinoma squamocellulare oppure nascondere il melanoma che viene così diagnosticato in ritardo. I tatuaggi possono provocare infezioni come epatiti B e C e abbiamo avuto anche casi di sifilide trasmessa con aghi non sterili".
Negli Stati Uniti il 36% degli ragazzi dai 18 ai 25 anni di età ha un tatuaggio, secondo l'American Academy of Dermatology, in Italia invece il 6,6% dei ragazzi fra i 12 e i 18 anni ha almeno un tatuaggio. Antonio Cristaudo, responsabile di dermatologia infiammatoria e allergologica al San Gallicano, Roma, autore di una ricerca sul rischio tossicologico dei metalli e nanoparticelle contenute nei liquidi per i tatuaggi, dichiara: "La Commissione europea, con la risoluzione Resap/2008 ha riconosciuto i composti azoici come tossici e sensibilizzanti raccomandando di non usarli, ma in Italia si usano ampiamente. Nel nostro studio abbiamo trovato non solo tali ingredienti, ma anche un’elevata quantità di metalli pesanti come nichel, cromo e cobalto, oltre a nanoparticelle della dimensione inferiore ai 100 micron che penetrano nella pelle e la cui sicurezza è ignota". Insomma: prima di fare un qualsiasi tatuaggio, è sempre meglio accertarci che le sostanze che vengono immesse sulla nostra pelle non siano nocive.

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