L’ORTICA MIGLIORA LA FUNZIONALITA’ PROSTATICA.

25-02-2016

L’ortica è una pianta erbacea perenne originaria dell’Asia e dell’Africa, oggi presente in tutte le zone temperate del pianeta. La parte utilizzata, radici e rizomi essiccati, contengono composti con interessanti attività fisiologiche quali beta-sitosterolo, daucosterolo, scopoletina, lignani e flavonoidi. L’ortica è indicata per le affezioni benigne della prostata, in particolare nel trattamento della congestione prostatica e dei conseguenti disturbi della minzione, oltre che in caso di iperplasia prostatica benigna iniziale o negli stadi I-II. E’ utilizzata diffusamente, da sola o in associazione con altre erbe, come diuretico.

IPERPLASIA PROSTATICA BENIGNA (IPB)

Il meccanismo di azione secondo il quale l'ortica influenzi positivamente la prostata non è stato ancora chiarito. Si suppone che l'erba possa avere un effetto sulla quantità di testosterone (attivo) circolante nel sangue, o che possa inibire l'attività di un enzima chiave, l'aromatasi, responsabile della sintesi di testosterone. L'estratto della radice di ortica ha mostrato di inibire la capacità di legame della SHBG (Sex Hormone Binding Globulin) ai recettori solubilizzati da tessuto prostatico. Si ritiene che questa sia probabilmente l'azione in grado di spiegare maggiormente l'attività antiprostatica dell'ortica. L'estratto di ortica ha mostrato anche di inibire il legame dell'EGF (Epidermal Growth Factor) ai recettori EGF in una coltura di cellule di tessuto prostatico umano; ha inoltre inibito la proliferazione cellulare in colture di tessuto prostatico di pazienti affetti da IPB.
Schneider in uno studio randomizzato verso placebo su 226 pazienti, ha mostrato dopo 12 mesi di trattamento una diminuzione dell'IPSS (International Prostate Symptom Score) di 5.7 punti con estratto di ortica (estratto secco 460 mg al giorno), contro il 4.7 del placebo, una differenza statisticamente significativa. L'ortica ha mostrato la riduzione dei sintomi irritativi e le complicanze associate all'IPB grazie agli effetti antiflogistici e antiproliferativi. Anche in combinazione con altre erbe (serenoa repens), l'ortica ha mostrato buoni risultati nel trattamento dell'IPB.
In uno clinico doppio cieco randomizzato contro placebo, sono stati arruolati 620 soggetti (55-72 anni) con almeno una storia di LUTS (Lower Urinary Tract Symptom - sintomi delle basse vie urinarie) dovuti a IPB. I soggetti hanno ricevuto 120 mg di estratto di radice di ortica 3 volte al giorno durante i pasti o un placebo per 6 mesi. I soggetti verum hanno mostrato una riduzione del punteggio IPSS del 40% rispetto al placebo. Il Qmax (velocità di flusso urinario massimo) è migliorato del 77% nel gruppo ortica contro il 31% di quello placebo. Si è osservata inoltre la riduzione della dimensione della prostata. Al termine dei 18 mesi di follow-up tutti i sintomi erano migliorati in maniera significativa nel gruppo che aveva assunto ortica.

AZIONE ANTINFIAMMATORIA E IMMUNOMODULANTE

In studi in vivo l’ortica ha mostrato la capacità di ridurre gonfiore, dolore e rossore. Tradizionalmente utilizzata come antinfiammatorio, la frazione polisaccaridica dell’ortica ha mostrato recentemente di inibire la produzione di citochine e leucotrieni. Anche la scopoletina, un’idrossicumarina presente nell’estratto, è un composto con attività antinfiammatoria.

 

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16635963

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15045190

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